Studio GSP - Ambiente, Sicurezza, Igiene del Lavoro
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Mercoledì 08 Settembre 2010 12:28

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Lo Studio GSP è costituito da una rete di professionisti associati che si occupa di ambiente, sicurezza e igiene del lavoro. Raccoglie eccellenze professionali nel campo della protezione dai rischi fisici e chimici negli ambienti di lavoro e di vita.
Il vostro partner di riferimento per un approccio multidisciplinare a tutte le problematiche relative agli adempimenti di sicurezza e di impatto ambientale.

acustica ambientale - documentazione di impatto acustico DO.IM.A e di clima acustico D.P.C.A. rischio campi elettromagnetici sul lavoro


Studio Sandon

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Novembre 2012 11:46
 
Campi elettromagnetici a radiofrequenza PDF Stampa E-mail
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Lunedì 13 Settembre 2010 16:09

Campi elettromagnetici a radiofrequenza

I campi elettrici a radiofrequenza sono quelli generati da antenne trasmittenti, quali le stazioni radiobase (SRB) della telefonia cellulare, i ponti radio telefonici, le antenne trasmittenti delle stazioni radio e TV, i dispositivi Wi-MAX, i radar e i dispositivi a microonde.

Una banda di particolare interesse nella quale sono concentrate la stragrande maggioranza delle sorgenti è quella che va dai 100kHz ai 3 Ghz.


PROTEZIONE DELLA POPOLAZIONE

protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza

La legge quadro n.36 del 2001 ha definito dei limiti alla radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza (comprese fra 100 kHz e 300 Ghz):

  • limiti di esposizione - valori che non possono mai essere superati.

  • valori di attenzione - valori da non superare nei luoghi dove è prevista una permanenza per più di 4 ore (case, scuole ed altri luoghi adibiti a permanenze prolungate)

  • obiettivi di qualità - valori elettromagnetici più restrittivi a cui si deve far riferimento per il risanamento e da conseguire per la costruzione di nuovi elettrodotti situati nei pressi di centri abitati, scuole, parchi giochi per bambini.

 

Il DPCM 08/07/2003 ha poi fissato i seguenti tre limiti per i campi elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100kHz e 300Ghz:

limite di esposizione

20 V/m (*)

valore d'attenzione

6 V/m

obiettivo di qualità

6 V/m

(*) limite di esposizione per i c.e.m. a frequenze comprese tra 3 Mhz e 3Ghz.Per quelle tra 100kHz e 3Mhz il limite è 60 V/m; per quelle oltre 3GHz e fino a 300 Ghz il limite è 40V/m.

PROTEZIONE DEI LAVORATORI

LAVORO E CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA

Il D.Lgs. 81 / 2008 ("Testo Unico") al Capo IV del Titolo VIII stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dallaesposizione ai campi elettromagnetici. 
In base alla nuova normativa ogni datore di lavoro deve provvedere alla valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici presenti nella propria azienda e quindi inserirla nel documento di valutazione. E’ opportuno che sul documento compaia la firma di presa visione del RLS o dei lavoratori interessati. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici). Il Capo IV del titolo VIII riguarda i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia. La direttiva non riguarda gli effetti a lungo termine.

Postazioni da valutare (ISPESL)per quanto riguarda i campi elettrici a radiofrequenza:

  • Apparati industriali di essiccamento e riscaldamento a microonde

  • Riscaldatori a perdite dielettriche

  • Saldatrici a induzione

  • Stazioni radio base e altri di telecomunicazione se il lavoratore può avvicinarsi in prossimità delle antenne

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 26 Ottobre 2010 16:10
 
Unità di misura dei campi elettrici e magnetici PDF Stampa E-mail
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Lunedì 04 Ottobre 2010 15:37

Le unità di misura del campo magnetico

Il Tesla è l'unità di misura adottata dal Sistema Internazionale (SI) per l'induzione magnetica (densità di flusso magnetico) . Esiste anche un'altra unità comunemente usata nella misura dell'induzione magnetica, il Gauss.
1 Tesla corrisponde a 10.000 (diecimila) Gauss.

Poichè il Tesla è un unità molto grande, per la misura dei campi (elettro)magnetici a bassa frequenza nella pratica si fa riferimento ad un sottomultiplo dell'unità Tesla, il microTesla (abbreviato µT) pari ad un milionesimo di Tesla.

1 microTesla equivale a 10 milliGauss.

 

Le unità di misura del campo elettrico

Per la misura dei campi elettrici si usa invece come unità di misura il Volt/metro (abbreviato V/m), relativo all'intensità del campo stesso.

 

Campi elettromagnetici e radiofrequenza. Unità correlate

Il campo elettricomagnetico a radiofrequenza è talora quantificato nelle unità correlate A/m (campo magnetico) e W/cm2 (densità di potenza).


Intensità di campo elettrico e densità di potenza nelle onde elettromagnetiche
In uno specifico mezzo, l'intensità del campo elettrico E è legata alla densita di potenza P (espressa in Watt/m2) dalla relazione:

P(W/m2) = E2 / Z

Dove Z è l'impedenza del mezzo.

Per esempio, nel vuoto (Z=377) vale la seguente tabella di corrispondenza:

V/m

W/m2
1 0,0027
2 0,0106
3 0,0239
4 0,0424
5 0,0663
6 0,0955
10 0,2653
20 1,0610
30 2,3873
40 4,2440
50 6,6313
60 9,5491
100 26,5252

Il valore 'limite' di 6 V/m corrisponde dunque ad una densità di potenza di circa 0,1 W/m2.

Si noti come la corrispondenza tra intensità di campo (V/m) e densità di potenza (W/m2) non è lineare ma quadratica: quando il campo aumenta di 10 volte, la densità di potenza aumenta di 100 volte.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Ottobre 2010 09:08
 
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